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Laboratorio di Fisiologia

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Attività Scientifica

Produzione di secondi messaggeri e metabolismo fosfolipidico in seguito ad interazione di ormoni e mediatori con la membrana plasmatica di cellule di Mammiferi

Studio del ruolo di rafts della membrana plasmatica

Glicosfingolipidi e trasduzione del segnale



Produzione di secondi messaggeri e metabolismo fosfolipidico in seguito ad interazione di ormoni e mediatori con la membrana plasmatica di cellule di Mammiferi

Il Peptide Natriuretico Atriale (ANP) è un ormone principalmente secreto dagli atri del cuore in risposta a stimoli meccanici ed ormonali ed è in grado di indurre natriuresi e vasodilatazione in vivo, con successiva regolazione della pressione del sangue. L'individuazione di tale ormone ha proposto per la prima volta il concetto di cuore come ghiandola endocrina. L'ormone promuove i suoi effetti biologici attraverso due classi di recettori distinti biochimicamente e funzionalmente, localizzati sulla membrana plasmatica delle cellule bersaglio: i recettori NPR-A, accoppiati al sistema guanilato-ciclasi/cGMP e i recettori NPR-C, accoppiati al sistema adenilato ciclasi/cAMP e all'idrolisi di fosfolipidi di membrana. I recettori dell'ANP sono stati individuati anche in distretti extracardiaci come il polmone, il fegato, il sistema nervoso centrale ed organi linfoidi, come il timo e la milza. Recentemente molti studi hanno evidenziato che l'ANP oltre a regolare la pressione del sangue, è anche in grado di modulare la proliferazione cellulare. Sulla base di queste considerazioni, la nostra ricerca è stata finalizzata allo studio dei meccanismi di trasduzione, con particolare riguardo al coinvolgimento delle vie trasduzionali correlate all'idrolisi dei fosfolipidi di membrana, in relazione all'effetto antiproliferativo dell'ormone su:
(1)cellule muscolari lisce dell'aorta di ratto (RASMc), cellule bersaglio dell'ormone, la cui iperproliferazione dovuta all'azione di fattori mitogenici è responsabile di disagi cardiovascolari come l'ipertensione e l'aterosclerosi;
(2) cellule di epatoblastoma umano (HEPG2), cellule non bersaglio dell'ormone, come modello sperimentale atto ad evidenziare una possibile interferenza dell'ormone nella crescita tumorale.
Un ulteriore studio è incentrato sulle proprieta antiinfiammatorie dell'ANP a livello del sistema immunitario. A questo scopo saranno utilizzate cellule macrofagiche e linee cellulari monocitiche (THP1) umane, che rappresentano una prima linea di difesa contro patogeni intracellulari. In particolare saranno indagati i meccanismi trasduzionali legati alla risposta immunomodulatoria dell'ormone.

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Studio del ruolo di rafts della membrana plasmatica
(P. Volpe con la collaborazione di M. Rosi, G. Di Pietro e T. Cacciamani, Università di Ancona, Ancona)

I lipids rafts sono microdomini lipidici che posseggono specifiche proprietà fisico-chimico costituiti prevalentemente da sfingomielina, colesterolo e glicerofosfolipidi Questi microdomini sono coinvolti in una miriade di funzioni cellulari come la trasduzione del segnale, il traffico di membrana, il differenziamento neuronale l'entrata di patogeni e di tossine nella cellula. Modificazioni di questi microdomini di membrana sono stati recentemente associate a diverse patologie tra cui il diabete, l'Alzheimer e il morbo di Creutzfeldt-Jakob. Tutte le prove attualmente esistenti sulla natura e sulle funzioni dei rafts lipidici nella cellula derivano da prove indirette per cui molti problemi rimangono ancora aperti. Nel nostro laboratorio abbiamo utilizzato differenti approcci sperimentali per studiare il ruolo fisiologico dei microdomini.
(1) Ruolo della composizione dei rafts di membrana sulla cinetica di recettori per neuromediatori. Utilizzando cellule piramidali di ippocampo di ratto in coltura, abbiamo dimostrato che il colesterolo gioca un ruolo fondamentale sia nel mantenimento delle strutture della post-sinapsi sia nella risposta del recettore del glutammato alla stimolazione con agonisti. Attualmente il nostro interesse è nel riprodurre su fettine di ippocampo le osservazioni fatte su cellule isolate.
(2) Caratterizzazione e utilizzazione di una tossina di anemone di mare (stycholisina II) che lega specificamente la sfingomielina all’interno dei rafts di membrana. Abbiamo a questo proposito condotto esperimenti sia su membrane artificiali sia su cellule di neuroblastoma in coltura. Durante questo lavoro abbiamo accumulato evidenze che la stycholisina II si leghi in modo specifico a zolle di membrana ricche in caveolina, una proteina marker dei rafts di membrana. A quest’uopo è stato creato un anticorpo monoclonale che ci permetterà una successiva caratterizzazione di queste strutture di membrana.

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Glicosfingolipidi e trasduzione del segnale

I glicosfingolipidi sono componenti ubiquitari della membrana plasmatica e sono costituiti da una porzione idrofoba, la ceramide, e da una idrofofila, di natura glicidica, variabile e di diiversi gradi di complessità.
Ad oggi, il ruolo svolto da queste molecole nell’ambito della regolazione delle diverse funzioni cellulari è stato chiarito solo in parte. E’ noto che la porzione glicidica dei glicosfingolipidi, in particolare dei gangliosidi, può svolgere importanti funzioni di riconoscimento di altre molecole glicosilate, di natura sia lipidica che proteica: tali funzioni di riconoscimento potrebbero essere alla base sia delle interazioni cellula-cellula che di quelle cellula-substrato. E’ noto, inoltre, che i glicosfingolipidi, insieme alla sfingomielina ed al colesterolo, sono tra i principali componenti lipidici dei raft, aree discrete della membrana plasmatica, caratterizzate fisicamente da bassi livelli di fluidità, nelle quali sono localizzate, in maniera stabile o transitoria, varie proteine implicate nella trasduzione del segnale.
La corrente attività di ricerca si inserisce in questo contesto ed è volta allo studio dei possibile ruolo dei glicosfingolipidi nella modulazione della trasduzione del segnale operata da recettori di membrana.

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